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"L'amore oltre il tempo", il corto di Emanuele Pellecchia celebra il cinema muto e in bianco e nero di Charlot e Méliès

di Antonio Tedesco

L’innovazione del digitale nel settore audiovisivo, sempre più perfezionata, ci ha abituati ad una visione, per certi versi, più vera del vero, la cosiddetta “alta definizione”. Una sorta di iperrealismo che, grazie anche alla possibilità di intervenire con aggiustamenti e manipolazioni, ci mette di fronte ad una realtà addirittura aumentata nella nitidezza delle sue forme e dei suoi colori. Lo spettatore si trova, così, a confrontarsi con qualcosa di talmente definitivo e compiuto che ben pochi margini restano alle sue facoltà di immaginazione. La funzione del “lector in fabula” di cui teorizzava Umberto Eco, diviene sempre meno rilevante, sostituita dalla considerazione che tutto è così ineluttabilmente vero(simile) che non rimane altra scelta che porsi in condizione di assoluta passività nei confronti delle immagini che transitano su uno qualunque degli innumerevoli schermi che la moderna tecnologia ci mette oggi a disposizione.
Contro questa tendenza, per riscopr…

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